05 Nov Dall’olivo alla tavola presentazione
Giornate di degustazione di olio e olive di filiera corta: dal territorio, per il territorio
2-3-4 dicembre 2021
la filiera “Buona. Locale. Plurale!” che unisce gli olivicoltori con i ristoratori e i distributori radicati sul territorio in una produzione selezionata da scoprire, assaggiare e condividere
DALL’OLIVO ALLA TAVOLA : COS’È…
Dall’olivo alla tavola è un evento diffuso, organizzato dalla filiera degli Olivicoltori Liguri Associati “Buona. Locale. Plurale!”, che unisce olivicoltori, ristoratori e distributori radicati sul territorio ligure.
Protagonisti di queste giornate di degustazione sono l’olio e le olive, espressioni e prodotti del territorio ligure, i ristoratori e i negozianti che con attenzione, professionalità, cultura e sensibilità hanno abbracciato il progetto di filiera corta e i consumatori che con curiosità ed entusiasmo affronteranno un’esperienza conoscitiva e sensoriale in due contesti:
- nei ristoranti con cene a tema in cui verranno realizzati menu con deliziosi abbinamenti fra cucina locale e olive e oli autoctoni
- nei negozi con degustazione di olive e olio a scaffale per un acquisto guidato e consapevole.
Il risultato auspicato dell’evento diffuso Dall’olivo alla tavola è unire in una catena virtuosa e consapevole olivicoltori “eroici”, ristoratori di altissima qualità e preparazione culturale, negozianti attenti e sensibili e consumatori etici e consapevoli.
Questa iniziativa ha lo scopo di valorizzare i risultati del progetto collettivo di filiera corta, partecipato dalle aziende locali e guidato da APOL, la cooperativa di olivicoltori in collaborazione con Coldiretti, che si basa sul valore del consumo consapevole e del fare olivi-cultura insieme agli operatori più attenti, sensibili e preparati a riconoscere l’importanza della qualità e della territorialità del nostro prezioso olio DOP Riviera Ligure e delle olive autoctone.
IL CONTESTO
L’olio extra vergine di oliva accompagna la nostra cultura culinaria da millenni. L’olio non è soltanto parte della tradizione italiana: è il cuore (con il grano e il vino) della cultura alimentare di tutte le civiltà che si sono affacciate e si affacciano sul Mediterraneo. L’olio extra vergine d’oliva è anche uno degli elementi portanti della dieta mediterranea, ufficialmente iscritta dal novembre del 2010, nella lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità.
Oggigiorno, quello dell’olio extra vergine d’oliva è uno dei comparti del settore agroalimentare più importanti della nostra economia. L’industria olearia ha saputo conquistare nel corso degli anni la fiducia dei consumatori, sia italiani sia stranieri, diventando una realtà dell’economia nazionale con oltre diecimila tra occupati diretti e indotto, e un fatturato che supera i 2,5 miliardi di Euro. Da un’analisi del centro studi di Italia Olivicola il valore al consumo annuo degli oli extra vergine d’oliva di qualità in Italia è salito in media a quasi 150 milioni, in crescita del 28% negli ultimi cinque anni. Le esportazioni, che riguardano la metà della produzione nazionale, invece, nello stesso periodo sono passate da 40 a 62 milioni di euro con un balzo del 55%.
L’Italia vanta una ricchezza di varietà di olivo e di tipicità unica al mondo: essa si esprime non solo nella produzione olearia, ma anche nelle olive da tavola (abbiamo un’ottantina di cultivar di olive da tavola o a doppia attitudine, di cui quattro tutelate dalla DOP) di cui siamo i secondi consumatori europei, dietro gli spagnoli. Ma ciononostante le olive sono ancora poco valorizzate come espressione del made in Italy. Secondo le stime del COI (Consiglio oleicolo internazionale), negli ultimi 25 anni il loro consumo mondiale è cresciuto del 173%, arrivando a superare i 2,6 milioni di tonnellate. Anche in Italia il trend è positivo: nell’anno finito a giugno 2021, le vendite di olive conservate sono aumentate di circa il 5% sia a volume che a valore, raggiungendo in GDO i 226 milioni di euro.
La produzione olivicola in Liguria vanta una tradizione secolare. Il paesaggio dell’olivicoltura ligure è davvero unico nel suo genere, introvabile in tutto il resto del mondo, grazie alle difficili condizioni territoriali entro cui si sviluppa e per la bellezza e diversità dei luoghi.
In chiave nazionale, l’olivicoltura ligure è in grado di esprimere produzioni di altissima qualità, legate al territorio dalla DOP Riviera Ligure dell’olio e dal prestigio della Taggiasca anche come oliva da tavola (nella quale il percorso della DOP è ancora in itinere). Il mercato ligure caratterizzato dalle piccole produzioni avviene a livello spesso locale, ma questo, nel contesto di un posizionamento comunque competitivo, non è soltanto un limite, poiché consente una maggiore valorizzazione delle produzioni.
I recenti sviluppi dell’economia del mercato dei prodotti agricoli evidenziano, in generale, l’importanza di fare filiera. A livello comunitario, tramite il PSR (il Programma di Sviluppo Rurale) l’UE sostiene e finanzia l’attivazione della cosiddetta “filiera corta” (la filiera che prevede al massimo un solo intermediario commerciale tra i produttori e i consumatori) come risposta per la valorizzazione delle produzioni agricole.
Anche nell’ambito più ristretto della produzione olivicola, filiera corta vuol dire forza della comunità, perché se agricoltori e consumatori riscoprono il valore di una relazione diretta – e non solo in termini economici o utilitaristici – entrambi i ruoli ne escono rivalutati. Il consumatore assume un ruolo attivo, e l’agricoltore, fino a oggi purtroppo anello debole della catena commerciale e distributiva, non viene messo ai margini del mercato. Di solito più corta è la filiera, più lo sviluppo delle economie locali viene promosso. Aziende e tessuto sociale circostante sono messi in condizione di assorbire meglio l’impatto ambientale derivante dalle attività di produzione, quando non direttamente di migliorarlo, e la biodiversità agricola ne esce rafforzata. Il consumatore, infine, gode di una maggiore trasparenza e garanzia: che vuol dire, per lui, sapere per davvero cosa sta gustando.
LA FILIERA “BUONA. LOCALE. PLURALE!”
Dall’olivo alla tavola è un evento diffuso a livello regionale per promuovere la nuova filiera corta degli olivicoltori liguri e contribuire alla promozione della cultura dell’olio e delle olive.
L’evento è organizzato nell’ambito del progetto di cooperazione “La filiera degli olivicoltori liguri associati” coordinato da APOL con la partecipazione diretta dei produttori e trasformatori e svolto con il contributo del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Liguria (mis 16.4.).
APOL è l’Organizzazione dei Produttori agricoli in collaborazione con Coldiretti riconosciuta dalla Regione Liguria. Il suo obiettivo è supportare e valorizzare la filiera corta in particolare con una gestione in forma associata di servizi per adattarsi alle esigenze del mercato. Con il progetto di cooperazione “La filiera degli olivicoltori liguri associati”, unisce imprenditori agricoli e operatori del settore per dare forza a una produzione olivicola territoriale. Sviluppa il progetto con tante attività di supporto, tra cui la formazione tecnica ai soci, dalla cura del suolo alle migliori tecniche di potatura, concimazione e raccolta, e i corsi di formazione ufficiali per assaggiatori di olio e olive da tavola. Vuole crescere per sostenere i soci con una commercializzazione equa delle olive e dell’olio a km 0, mettendo in luce ogni passaggio essenziale che rende i prodotti finiti così buoni: per il palato, per il territorio, per le persone che ci lavorano. Supporta e diffonde il valore della certificazione DOP Riviera Ligure per l’olio e garantisce una filiera trasparente e controllata, che coadiuva i valori di etica, presidio del territorio, del paesaggio, della salute.
Nella “tre-giorni” del 2, 3 e 4 dicembre APOL intende presentare ai suoi clienti e ai suoi interlocutori questa filiera virtuosa, che unisce olivicoltori e operatori nel segno della olivi-cultura come driver di sviluppo del territorio. La filiera “Buona. Locale. Plurale!” valorizza la produzione locale e la “condivide” col consumatore attraverso operatori e clienti in una rete che promuove la conoscenza delle qualità culturali in senso ampio dell’olio d’oliva ligure. E lo fa, evidenziandone gli aspetti di eccellenza e garanzia qualitativa come fattori decisivi per rilanciarne il consumo, valorizzando al contempo il nostro territorio in tutti i suoi aspetti: ambientale, storico e umano.
Centrali nella nostra economia così come nella nostra dieta, società e cultura, le olive e l’olio che ne deriva sono da sempre molto consumati e celebrati, ma sono ancora troppo poco conosciuti. Mancano sia un’adeguata cultura di prodotto, sia un’opportuna educazione del consumatore, sia, ancora, un’adeguata presenza del prodotto negli esercizi locali. Può sembrare anomalo, e in effetti lo è: l’Italia è il maggior Paese per consumi di olio al mondo e il secondo per produzione, ma ovunque in Italia, e perciò anche in Liguria, non si conosce l’olio da olive, anche se è l’unico alimento che si esprime al plurale, con quattro differenti classificazioni merceologiche.
GLI OBIETTIVI
Le finalità di Dall’olivo alla tavola sono presentare questa nuova filiera corta delle olive e dell’olio liguri, promuovendone il consumo, e fare olivi-cultura insieme agli operatori più attenti, sensibili e preparati, disposti a impegnarsi in un’opera di informazione e formazione del gusto. Tramite un’esperienza diretta di degustazione, l’obiettivo è riuscire a costruire e condividere con i partecipanti un’occasione per imparare a riconoscere il valore culturale e gastronomico di olio e olive, comprendendone le caratteristiche attraverso gli appropriati abbinamenti, dai più tradizionali ai più sorprendenti e innovativi. In ultima analisi, l’iter formativo ed esperienziale è volto a fornire gli strumenti adeguati a effettuare un acquisto e un utilizzo competente di questi fiori all’occhiello della nostra agricoltura. Ciò, comporta di per sé un appropriato attenzionamento in termini di qualità del contesto territoriale e delle sue tradizioni (anche) produttive. Evidentemente, l’olio DOP Riviera Ligure che deriva dalle varietà di olive autoctone – la pregiata Taggiasca a ponente, ma anche la Lavagnina e la Razzola a levante – riflette da un lato il territorio dove le olive che lo compongono nascono e crescono e dall’altro la sapienza e i metodi sviluppati dagli agricoltori che le coltivano.
Allo stato, la maggior parte dei consumatori percepisce ancora l’olio come un prodotto sostanzialmente uguale, indifferenziato. L’acquirente medio tende quindi ad acquistarlo basandosi, sostanzialmente, sul prezzo. I prezzi, però, vengono fissati dalle lobby che detengono quantità e leve di mercato e non da chi produce con scienza e coscienza tradizionale l’olio negli oliveti e nei frantoi.
Dall’olivo alla tavola è un’iniziativa che opera nel senso di una trasformazione culturale che ha, e avrà ancor più in futuro, per protagonisti quegli operatori che hanno saputo scegliere con competenza il prodotto, e di raccontare il paesaggio, la storia del territorio e il lavoro che c’è dietro a ogni singola confezione di olio o olive, favorendo la valorizzazione della variegata offerta del comparto olivicolo-oleario ligure.
LA FILIERA
Dall’olivo alla tavola presenta la nuova rete commerciale della filiera “eroica” degli olivicoltori liguri: olio e olive per una filiera corta dedicata agli operatori che fanno del legame col territorio un valore concreto da assaporare e raccontare, tra cultura e piacere.
Un progetto di filiera che distribuisce sia olive fresche destinate ai trasformatori che, in applicazione del concetto di filiera corta, si rivolgono al consumatore finale (riconoscendo il valore di una produzione locale collettiva rispetto alle produzioni dei Paesi esteri dai costi decisamente inferiori) sia tramite una sua linea di prodotti confezionati “ÖIE”, il nuovo logo di filiera di olio e olive, espressione del territorio ligure, che ne rappresenta nel gusto tutta la ricchezza, rendendo virtuoso non solo ogni piatto ma anche chi lo utilizza e lo racconta.
ÖIE è pura espressione della Liguria, del suo mare su cui si affacciano i suoi oliveti, curati con amore e tenacia dai tanti produttori “eroici”, guardiani di un territorio in perfetto equilibrio con l’ambiente naturale, coordinati da APOL, la cooperativa di olivicoltori in collaborazione con Coldiretti.
ÖIE significa olive in dialetto ligure: un nome plurale che rappresenta la molteplicità delle olive locali e delle persone che fanno parte di questa filiera “buona in tutti i sensi” che fa tesoro delle certificazioni DOP e di rintracciabilità, mettendo in campo le migliori competenze, incluso un Panel di assaggio riconosciuto. ÖIE esprime l’orgoglio di proporre il sapore unico delle olive liguri con rintracciabilità di filiera, dalla celebre Taggiasca del ponente alla spezzina Razzola, passando per la Lavagnina che caratterizza il levante genovese.
IL PROGRAMMA (linee generali)
Per scoprire qualcosa di più del “mondo segreto” dell’olio extra vergine e delle olive, la tre-giorni “Dall’olivo alla tavola” prevede una serie di eventi diffusi a livello regionale. Nella serata di giovedì 2 dicembre avranno luogo delle cene a tema nei ristoranti aderenti (su prenotazione, con assaggio esperienziale di oli), per sperimentare, attraverso un menu olio-centrico, le enormi potenzialità di un corretto abbinamento piatto-olio.
Giovedì 2 e venerdì 3 dicembre, presso alcuni negozi genovesi e liguri, che con sensibilità, competenza e attenzione hanno aderito alla rete commerciale della filiera degli Olivicoltori Liguri Associati “Buona. Locale. Plurale!”, si potranno degustare e acquistare i prodotti raccolti sotto il nuovo logo collettivo di olio e olive ÖIE.
Ricca e accattivante la proposta dedicata a giornalisti, blogger, food influencer, stakeholders del mondo HoReCa.
Venerdì 3 e sabato 4 dicembre Press tour guidato: incontri con gli olivicoltori della filiera corta e con i produttori “eroici”, visite ai frantoi, conferenze Stampa con storytelling dei protagonisti, laboratori professionali di assaggio (in collaborazione con Unaprol) e di cultura dell’olio e delle olive, lunch-degustazione. Molti i relatori (il panel è in via di definizione), gli ospiti e le realtà coinvolte: dal Frantoio Lucchi & Guastalli di Santo Stefano Magra (SP) al Azienda Solari Massimo – loc. Caperana 26 – Chiavari (GE); dal Comune di Leivi ad altre istituzioni; da alcune aziende agricole d’area genovese alle Coldiretti territoriali; dal Ristorante La Brinca di Ne (GE) al Ristorante Da Naclerio a Sarzana.
I CANALI DIVULGATIVI
L’evento è promozionato attraverso una serie di canali e attività, via web e social, e si giova di un Ufficio Stampa ad hoc. “Dall’olivo alla tavola” sarà presente sulla piattaforma eventbrite e sul magazine della filiera Apol https://apololivicoltoriliguri.com/magazine/. A livello social, l’evento verrà collegato su una pagina Facebook, dove sarà attivata una campagna di post promossi con apposita Advertising. Nelle due settimane antecedenti, è prevista anche l’animazione di un palinsesto di Storytelling FB e Instagram dedicati.
L’Ufficio Stampa si occuperà di realizzare una PR Press dedicata per inviti one to one.
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Ultimo aggiornamento 17 novembre 2021 – 14:17
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